BIOGRAFIA

Nata a Faenza il 12 maggio del 1969 Emanuela Baioni vive e lavora in Romagna. Una predisposizione per le arti la porta a dedicarsi alla pittura fin da bambina ma è poi già da grande che troverà la sua chiave di volta, la fotografia.
Emanuela inizia così un percorso di ricerca e di studio che affronta da autodidatta iscrivendosi ad alcuni siti di fotografia su web, uno su tutti e il più importante per la sua crescita artistica é Maxartis, il quale vedrà sorgere le sue prime immagini naturalistiche che la porteranno a formare il suo stile personale.

La prerogativa rimane sopratutto quella di cogliere la bellezza della natura, interpretarne i simboli e proiettarli codificati attraverso una transazione introspettiva delle emozioni. Lo scopo e il senso dell'autorealizzazione racchiudono in se il desiderio di emozionare lo spettatore per accompagnarlo fuori dal caos della vita quotidiana e fargli riscoprire le gioie dell'arte.

In questi tre anni di lavoro Emanuela ha esposto le sue immagini in diverse mostre ospitata da alcune cittadine della Romagna come Alfonsine , Argenta, Conselice e Ravenna, ed ora approda anche a Modena entrando in uno dei più prestigiosi salotti culturali della città, il Salotto Agazzotti. Le sue opere rappresentative del Delta del Po sono state pubblicate in prestigiose riviste del settore come L'Annuario di Maxartis, e le riviste mensili specializzate Fotocult e Photografare in digitale. Recentemente è stata ospitata da alcuni circoli fotografici del ferrarese in occasione di proiezioni slide show dove le immagini si completano con il supporto musicale. Esce quest'anno il suo primo libro di poesie e immagini "Parole distratte" edito dalla casa editrice TerreSommerse di Roma. Fotografa ufficiale dell'Orchestra Filarmonica delle Alfonsine diretta dal Maestro Franco Felloni.

 

 

Presentazione di Lucio Lanza:
Una realtà stratificata, diversi livelli di lettura.
E’ questa la fotografia di Emanuela.
Al primo sguardo un paesaggio, intenso, dolce, immemore.
Al secondo è come se qualcosa si sia mosso impercettibilmente, come se la prospettiva si sia spostata di qualche grado.
Si avverte una vibrazione, un fremito.
Si guarda ancora meglio ed ecco… qualcosa che era emerso dall’acqua, si è rituffato sotto la superficie un attimo prima che potessimo vederlo.
Ed ecco che la quiete trasmessa dalla prima impressione si dissolve e subentra un senso di febbrile attesa, di sapienti rivelazioni incombenti.
Tutto appare sospeso in attesa del prodigio che sta per accadere…
Diversi strati disposti uno sull’altro.
Fino a raggiungere l’Essenza.
Perché se è vero che l’Essenza delle cose è unica e univoca, è altrettanto vero che le chiavi per leggerla sono infinite.
I mondi di Emanuela sono le sue valli, ma potrebbero essere gli acquitrini dell’Indocina, o le Everglades della Florida.
Perché non sono i luoghi, ma la tensione che vibra dentro e attorno, che delimita lo spazio di queste fotografie.
La tensione mai sazia di chi cerca sapendo che non può trovare.
Eppure cerca lo stesso.
Questo è il mondo di Emanuela.
Benvenuti.
Ma non fatevi illusioni, la calma è solo apparente.

Catania, in un torrido pomeriggio di giugno.

Lucio Lanza